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La detezione precoce dei difetti visivi nell’infanzia è essenziale affinché avere un’ottima qualità visiva nel corso della vita. Ce lo racconta il Dott. Juan García de Oteyza, consacrato all’oftalmologia da ben quattro decenni.

Quali sono i problemi visivi più comuni nell’infanzia?

Quelli più frequenti nell’infanzia sono i difetti refrattivi: ipermetropia, miopia ed astigmatismo. Anche lo strabismo, la detezione precoce del quale è essenziale per evitare l’ambliopia, nota popolarmente come occhio pigro e che è una conseguenza diretta dello strabismo. In questi casi, è parecchio importante non rimandare la visita con l’oftalmologo, perché c’è una diretta relazione fra la detezione precoce e le possibilità di successo terapeutico: i genitori devono sapere che la conseguenza di un occhio pigro no trattato prima dell’età di 7 anni è che questo sia irreversibile a vita.

Si è riferito all’importanza della detezione precoce… Ma come si fa a sapere se un bambino ci vede bene?

Ci sono segni d’allerta, come il fatto che il bambino si avvicini troppo al televisore, che pieghi la testa da un lato per fissare oppure abbia problemi di rapporto col suo mondo esterno. Anni fa ho sviluppato un test, a disposizione dei genitori, affinché agevolare la detezione di difetti visivi nei bambini perché, molto spesso, se non sono assai importanti o non disturbano troppo la visione, permettono loro di condurre una vita normale con una visione media, e possono passare inosservati. Dal punto di vista della profilassi, si consiglia un primo controllo con l’oftalmologo all’età di 3-4 anni tranne che si scopra qualche anomalia prima. Se i genitori hanno qualche difetto refrattivo è importante la detezione precoce perché di solito questi sono ereditari e, più presto si vada dall’oftalmologo e si indossino i vetri correttori, tanto meglio perché così sarà più facile risolverlo. Anche a vederci bene si impara…

“L’uso continuo di cellulari, tablet e videogiochi causa affaticamento oculare, irritazione agli occhi, lacrimazione e persino, a volte, visione sfumata.”  

Dunque si deve evitare imparare a vederci male…

Infatti, perché se l’informazione che giunge dal mondo esterno alla retina non è abbastanza nitida, il cervello riceve il segnale sbagliato e “si abitua” a vederci male. Se ciò si dilunga negli anni e non si applicano le condizioni giuste affinché il cervello ci veda bene, la visione sarà deficiente a vita. La visione binoculare nonché l’acuità visiva, vengono imparate col passare degli anni. Questo apprendimento culmina intorno ai 7 anni. Ciò vuol dire che se a quell’età il nostro cervello non ha imparato ancora a vederci bene sarà difficile che dopo si possano correggere queste deficienze.

Come interessa la visione di un bambino l’uso continuo dei dispositivi elettronici con schermi?

L’uso continuo di cellulari, tablet e videogiochi causa affaticamento oculare, irritazione agli occhi, lacrimazione e persino, a volte, visione sfumata. Tutto ciò è dovuto essenzialmente alla siccità oculare causata dal non sbattere le palpebre. Inoltre, nei bambini che abbiano un difetto visivo non corretto questi sintomi si possono esacerbare potendo persino presentarsi mal di testa dopo usarli per un po’. Dunque, il consiglio generale sarebbe quello di dosarne l’uso da parte dei genitori affinché evitare questa sorta di problemi.